sabato 10 aprile 2010

Gotico del nord (ma molto southern!)

«Ancora pochi minuti e sarebbero finalmente giunti a destinazione. Per strada tutto liscio. Né polizia, né carabinieri. Berto guidava il furgone con una mano, mentre nell’altra stringeva un pezzo di carta stropicciata sul quale si era frettolosamente annotato la strada da seguire. Grondava di sudore dalla testa alla pianta dei piedi e non vedeva l’ora che quella storia finisse al più presto. Scarpe da ginnastica, pantaloncini corti, una camicia di lino aperta sul petto villoso e al collo una catena d’oro con un grosso crocefisso. Uomo di poche parole e tante bestemmie al punto di essere soprannominato “Sacramento”, Berto era alto e corpulento, con pochi capelli in testa concentrati sulle tempie e sulla nuca. Li portava lunghi, sempre imbrattati di sudore e di gel per un disgustoso effetto lurido. Quella notte con sé aveva soltanto un marsupio allacciato in vita con dentro tutto il necessario più un rosario della Madonna di Monte Berico. Perché lui era devoto di quella Madonna là. Di tutte le altre no, ma di quella sì. Quella notte guidava, sbirciava il foglietto, toccava il marsupio. Toccava il marsupio, sbirciava il foglietto, guidava. Anche Sante, seduto al suo fianco, portava un marsupio. Troppo caldo per usare giubbotti giubbetti e giubbini con tasche, oppure sacche e zainetti da tenere in spalla, perciò il top del top era il marsupio. Infradito ai piedi, pantaloncini, canottiera gialla, rolex d’oro, anello d’oro e marsupio. Il minimo. Pratico e tattico. Proprio come si considerava lui. Al bar, i tosi lo chiamavano “il negro”, perché aveva i capelli ricci e il naso largo, ma anche perché portava l’orecchino e parlava sempre ad alta voce. Erano pochi però quelli che potevano permettersi di rivolgersi a lui in questo modo, anche perché lui, i negri, proprio non li poteva vedere. Li considerava scimmie. Punto e basta, senza tante seghe mentali. »

Matteo Righetto - Savana Padana (Ed. Zona)

2 commenti:

emo ha detto...

Sul comodino immediatamente sotto il tuo primo.
Sopra - finalmente - solo un altro (il primo di Peppe Lanzetta, che voglio riprendere in maniera organica).

sartoris ha detto...

Matteo è bravissimo, il suo romanzo l'ho regalato un po' in giro e non faccio che promuoverlo ad ogni pie' sospinto...

(comunque tienti pronto Emo, stiamo lavorando a La Legge di Fonzie ultima versione: stay tuned:-)