lunedì 4 giugno 2018

...e alla fine torna!

click to enlarge - (foto di copertina: Ferdinando Scianna)

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Scusa Omar
stessa edizione? Voglio dire hai cambiato, tolto o aggiunto qualcosa? Spero di no che a me andava bene come era.
Fabio

sartoris ha detto...

@Fabio carissimo, abbiamo fatto sostanziose modifiche che però non si notano subito (ho lavorato per mesi con l'editor, più che sopra ad un inedito, a dirla tutta) cercando di eliminare aggettivazioni e metafore usurate ma anche migliorando (adeguando cioè agli standard Adelphi) le costruzioni dialettali e quelle dialogiche in senso più ampio. Insomma un bel lavoretto che, giuro, ha solo migliora il prodotto finale. Ne sono orgogliosissimo :-)

Anonimo ha detto...

Bene, sono contento per te.
Posto qui, per i lettori, se posso, naturalmente, la mia vecchia recensione.
Uomini e cani di Omar Di Monopoli, ISBN edizioni 2013.
Quando trovo un libro che mi prende non ho troppa voglia di farne il riassunto per i lettori. Insomma una recensione vera e propria con tutti i crismi. Mi viene, invece, l’istinto di buttare giù quello che sento senza pormi troppi problemi. Sbagliato, forse, ma è così.
Dunque siamo nel Salento, più precisamente nel comune di Languore dove si cerca di trasformare una salina in un parco naturale. Arrivano i divieti, le espropriazioni, la legge, insomma, a mettere a nudo una società fatta di violenza, abusivismi e situazioni ataviche incrostate nel tempo. Ognuno cerca di difendere quello che ha, magari sparando a chi cerca di cambiare le cose e imprigionando chi rimane vivo.
I personaggi sono colti nella loro concreta brutalità, nelle loro pose disgustose, negli istinti viscidi: il guardone di froci e coppiette che si tira una sega, l’omaccione che costringe il giovane ad esaudire le sue voglie malate, il maschilista violento, l’aizzatore di cani feroci e così via. Uomini e cani e non si sa chi sia l’animale.
Pure il paesaggio contribuisce a creare un’atmosfera dura e schifosa con la spazzatura, le erbacce, il letame, le zanzare, i moscerini, lo scirocco che mulina, gli scarichi che puzzano, l’arrivo della tempesta. Pochi momenti di stasi, di riposo, di calore umano con qualche lacrima che scorre per un abbraccio, per un ricordo, per un affetto che se ne va. La prosa ricca, quasi lenta, sorniona e avvolgente ma nello stesso tempo secca e precisa al bisogno, che lascia il segno sugli uomini e le cose. Con la nemesi pronta a prendersi, bastarda pure lei, la sua sanguinosa rivincita.
Qui è terra maledetta impermeabile al progresso dove i poveri sono veramente poveri, dove la politica famelica ha spolpato tutto, ha arraffato quello che poteva e ora non ci si può preoccupare per un paio di uccelli e per qualche papera spennacchiata a danno degli esseri umani. E Sputazza, unico che mi viene di citare, non si muove dalla sua casa “il fucile levato, lucente, pronto a far fuoco”. Che vengano a prenderlo.
Ma non siamo nel West. Siamo nel Salento. La nostra terra. La nostra magnifica terra.


sartoris ha detto...

@Fabio grazie mille :-)

CREPASCOLO ha detto...

Spero che l'intervento di editing sia stato oculato e chirurgico. Anni fa ero in un magazzeno di materiale smilitarizzato e difianco al cestone da cui pesco le mie polo da comparsa in pellicola polacca dei seventies era un Uomini e Topi con nuova traduzione e ricco apparato critico ad un prezzo da cappuccio e brioche. Con cinque euro ero quindi il fiero proprietario di una maglietta color cielo nei video dei Depeche Mode e di un libro che avevo letto e perso come tanti altri.
Non ti dico la mia sorpresa quando nel mio home ho cominciato a leggerlo e ho scoperto si trattava di una bio non autorizzata del papà di Mickey Mouse ripiena di gossip stantii come Edgar J. Hoover che gli assicura sia in grado di trovare il vero padre del cartoonist che si è sempre sentito latino inside in cambio di film che diffondessero il verbo del grande paranoico.
Speriamo nel signor Calasso...ciao ciao

sartoris ha detto...

@crepascolo vedrai che gli aggiustamenti saranno un addendum (necessario poiché con gli anni il mio stile si è affinato, e la supervisione di Calasso è garanzia fuori di discussione:-)))

CREPASCOLO ha detto...

Dogman Garrone se ne stava in un angolo a spiare il regista che parlava con Bud e Terence e Don ed attendeva che qualcuno dei tanti portatori d'acqua affacendati intorno ai rottami usati dagli stuntmen gli dicesse quale auto andava messa a punto. Aveva un muso deragliato e sempre unto e la barba di tre giorni già al tramonto e vestiva con roba pescata nel cestone delle occasioni dell' Upim, ma quel nano con la coccia nuda aveva sempre intorno uno stormo di oche sorridenti. Naturalmente Don aveva fatto le scuole alte e guadagnava bene, Garrone lo capiva.
Lei era diversa. Prima di tutto era più veccchia e di profilo sembrava una di quelle matrone alle corse di cavalli in una stampa stinta nella cucina della nonna di Dogman quando Dogman era un brutto bimbo con un bel nome di battesimo che presto aveva buttato via.
Portava persino i guanti e non erano da lavoro come quelli di Garrone. Si parò davanti a Don e le oche corsero via. Lo fulminò con quello sguardo antico di stampa e lo toccò appena con il guanto. Poi se ne andò. Il divo non disse nulla.
Nel crepuscolo, quando le maestranze lasciarono il set, Dogman appoggiò con grazia i suoi guanti sul cofano di una replica da quattro soldi di Mustang e si perse nel crepuscolo. O si ritrovò.

Clara ha detto...

Oh, questa sì che è una bellissima notizia. Bravo, e che bella copertina!!!!

sartoris ha detto...

@clara grazie mille, la copertina è proprio una chicca, vero!!!