mercoledì 10 ottobre 2012

l'assalto delle sfumature...

Dopo il successo delle «sfumature» nel nostro paese con un paio di milionate di copie vendute in tre mesi (solo gli Stati Uniti e il regno Unito hanno fatto meglio) ecco che, stando a Laura Donnini, responsabile della direzione generale Mondadori, «È già all’opera un’intera squadra di scrittrici che però non rinunceranno ai topoi classici della storia d’amore, il principe azzurro e il lieto fine».
È una notizia ghiotta, soprattutto per le giovani lettrici sognanti e le casalinghe più o meno frustrate a battere il ferro da stiro sulla tavola, a pulir culetti di neonati (ma ora lo fanno anche i babbi, dai) e a trascinare borsoni di spesa lungo la strada, insieme a tutta quella tribù di femmine assatanate di sesso che solo mica i maschi ne sono i proprietari assoluti (ovvia!). E io già mi immagino una trenata di Liale debosciate a picchiettar sui tasti del computer e buttar giù a ritrecine storie sentimental piccanti con bordelloni stasatori e principi azzurri ben piantati su solidi portafogli, per recare insidie fascinose nella vita stantia di ingenue ragazzotte e di fanciulle stagionate, pronte ad un’orgia di erotismo squillante da far cantare le campane a festa.
Il sottoscritto, che non vuole rimanere fuori dal giro, come detto da altra parte, ha già buttato giù un suo canovaccio cercando di inserire la storia nel contesto giallo a lui più congeniale. In breve (ma breve, breve) l’assassino è un giovanottone psicopatico superdotato con un pisello di cinque chili che porta in carrozzina. Questo tizio, fissato con il kamasutra, fa all’amore con le signore-signorine conquistate in giro per il bambino esposto che è tanto caruccio tutto il suo babbo, seguendo con preciso ordine le posizioni del sacro testo, praticamente uccidendole mentre sono al culmine del piacere. Amore e morte allo stesso tempo. Al compimento dell’ultima posizione schianta anche lui e si va tutti a casa. Titolo Il batacchio infernale, Casa editrice Sottoachitocca 2012. Piuttosto greve ma di sicuro effetto.
Fabio Lotti per Voci Amiche

12 commenti:

LUIGI BICCO ha detto...

Quanto mi fa incazzare questa cosa. Lo sa solo Dio. E' la fine di un'era, quasi. E comunque confermo che a pulir culetti ai neonati ci pensano anche i papà, si :)
E anche che se mai dovesse uscire "Il batacchio infernale", sarei il primo a comprarlo. La sinossi mi ha ricordato parecchio il mito di Lone Wolf and Cub di Kazuo Koike :)

Eddy ha detto...

oh, mioddio... :(
bellissimo articoletto che che fa capire perfettamente cosa promette il futuro: dopo p(v)ampiri bimbiminkia ecco le storire dammore senza vampiri, senza bimbi... ma tanta m... ;)

sartoris ha detto...

@Luigi: Lone Wolf and Cub è fantastico, te l'appoggio :-)

@Eddy purtroppo c'hai ragione!

@Fabio: questo articoletto vellica uno sconcerto che secondo me è sempre più generale nel mondo dell'deitoria (e l'intervista alla Donnini linkata dalla Lipperini la dice lunga:-(

Anonimo ha detto...


Ringrazio gli intervenuti. Dopo il precedente pezzetto serio cacato in pieno (birboncelli) ho voluto ritornare sul mio cavallo di battaglia: la cazzata semiseria. Spero di avere trasmesso al lettore almeno una parte del divertimento che ho provato nello scriverla. Tutto liscio con un momento di impasse quando ho dovuto pizzicare le schiere di scrittrici pronte a sfornare i nuovi libri. Subito mi è venuto “portatrici di pocce facitor di parole” ma era troppo lungo. Un paio accidenti ed è arrivato quel “Liale debosciate” che mi ha convinto. Per chi ama il genere ho spedito ad Alessandra Buccheri per il suo blog “Se il gialletto rosa si trasforma in un gialletto grigio (senza sfumature)”. Pubblicazione da venire ma non credo fra molto.
Fabio

Anonimo ha detto...

Vampiri, sfumature e fabiovoli vari, ma dove andremo a finire?
Luca

Annalisa ha detto...

Ieri sera sono uscita. Sono tornata a casa tardi e sono andata a dormire. Stamattina mi sono accorta che il babbo (e i figlioli, peraltro), non avevano fatto rientrare la cocorita, non avevano dato da mangiare ai cani, non avevano messo via in lavastoviglie nemmanco i bicchieri, hanno lasciato fuori il ragù (che si è inacidito), hanno lasciato fuori dal frigo il latte (idem), hanno lasciato in giro i barattolini vuoti di yogurt (che hanno invitato a nozze le ultime mosche noiosissime che stan girando da queste parti) e stamattina (che io potevo dormire un'ora in più, e l'ho fatto) nessuno ha chiamato lo studente (che ha perso il treno).
Questo per dire che mi sento una casalinga frustrata, ma quando incontrerò il Tizio con il su' bimbo in carrozzina girerò da un'altra parte.
Oppure mi metto anch'io a scrivere (una sfumatura di violacciocca potrebbe funzionare?)

Anonimo ha detto...

Delizioso intervento di Annalisa che, dalla foto, la facevo più giovane (è proprio la tua da piccola?). Critica a me stesso per avere usato il verbo “portare”, riferito al “bambino”, invece di “trasportare” che rende meglio il peso dell’oggetto e suscita, credo, un lieve sorriso.
Fabio

sartoris ha detto...

concordo, strepitoso il tranche de vie di Annalisa :-)

(mi ha riportato indietro cogli anni, a quando studiavo al liceo e se la mamma non veniva a darmi la svegliata col cavolo che prendevo il bus!!!!)

Annalisa ha detto...

Sì, è proprio la mia foto da piccola. Per intenderci, stavo ritagliando il Corriere dei Piccoli.
Sì, invece sono vecchia.
No, in pensione non mi ci mandano nemmanco se piango e regalo a tutti "Il batacchio infernale". Sigh. Eppure sarebbe un così bel libro.

Anonimo ha detto...

Non c'entra niente (o forse c'entra).
Un incontro. Passeggio a Monteroni d’Arbia. Vedo avanzare una coppia di vecchi imbiancati dagli anni. Lui dal passo più fermo, lei si appoggia zoppicando al suo braccio. I volti hanno un pallore quasi diafano e mantengono una loro dolce bellezza. Passandogli accanto mi sorridono e poi li vedo sedersi su una panchina la mano nella mano.
Fabio

sartoris ha detto...

@Fabio: stupendo quadretto (pensa ai vecchi di domani - io - senza pensione, senza futuro e senza racconti edificanti per i nipotini:-(

Anonimo ha detto...

I nipotini si divertono con poco. Quando a Jonathan racconto del mostro scurreggione che ammazza tutti con le sue puzze tremende e lui che va a salvare quelli rimasti mettendogli un tappo in culo (io gli dico sedere) mentre dorme, lo vedo che trilla tutto,allarga gli occhi ed è contento come un fringuello (così impara sin da piccolo a ironizzare alla toscana).
Sulla pensione e sul futuro ho la mano proprio lì.
Fabio