«E così arrivammo alla fine di un altro stupido e lurido anno. Le luminarie sormontavano scintillanti le porte dei negozi. I venditori di caldarroste spingevano i carretti fumanti. Di sera, la folla in strada era immensa e il fragore del traffico saliva a trasformarsi in un'ondata di piena. I Babbi Natale della Quinta Avenue scampanellavano con una delicatezza strana e quasi dolente, come a spargere sale su un taglio di carne guasta. In tutti i negozi risuonavano musichette, canti e osanna natalizi, e le trombe dell'Esercito della Salvezza diffondevano i lamenti marziali di antiche legioni cristiane. L'effetto sonoro in quel luogo e in quel momento era bizzarro, fragore di piatti e rullare di tamburi, come un rimprovero impartito a dei bambini per un peccato imperdonabile, e la gente era infastidita.»
Americana - Don DeLillo (Ed. Einaudi)
2 commenti:
Mi scorticherete vivo, ma quanto non mi piacque a suo tempo 'sto "Americana"! Una noia da riempirsi di pizzichi. E sì che sono uno abbastanza cerebrale, che può leggere anche un trattato sull'immobilismo totale purché scritto bene. Ma questo, ragazzi, lo ricordo come il cappone del Natale dell'85: indigeribile.
E mi ha fatto l'effetto "Izzo" per Omar: non ho più letto niente di De Lillo.
No, Gigi, invece ti do ragione perche' anche ai mostri sacri capita di sbagliare un libro (e pure COSMOPOLIS a me non e' che mi abbia fatto impazzire) solo che l'attacco non era male e quando incoccio una copertina originale figa non resisto. (Io con DeLillo ho un rapporto do amore e odio, certe cose sue sono inarrivabili, ma ogni tanto mi capita di sbadigliare, ma RUMORE BIANCO o LIBRA sono gioielli:-)
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