mercoledì 29 aprile 2009
martedì 28 aprile 2009
lunedì 27 aprile 2009
Mangrovie e fantasmi...

Il sud degli Stati Uniti, fra paludi, riti voodoo, decadenza e passionalità ha ispirato più di un autore, finendo con il sedimentare nell'immaginario, generando miti e leggende talvolta difficili da distinguere dalla realtà storica. Queste tematiche si sono, con gli anni, rafforzate in autori che hanno saputo coglierne alcuni aspetti e «crearne» di nuovi.
Scrittori come William Faulkner o Tennessee Williams, Flannery O'Connor e Carson McCullers (I) sembrano pescare a piene mani in questo immaginario e, pur non esasperando il lato «soprannaturale», le loro opere
hanno atmosfere e suggestioni che sembrano appartenere a un terreno comune.
hanno atmosfere e suggestioni che sembrano appartenere a un terreno comune.Questo particolare genere letterario trova, in qualche misura, il suo corrispondente cinematografico in un gruppo di pellicole e, traendo spunto e ispirazione dall'analisi di alcune tematiche fondanti di Il cuore è un cacciatore solitario ho cercato di applicare tale tentativo di classificazione a un gruppo di pellicole recenti. Quelli che per quanto concerne la letteratura erano quattro caratteri distintivi (Freakishness, Imprisonment, Violence e Sense of Place)(II) si sono quindi moltiplicati/mutati in otto elementi.
(una bella analisi di Elvezio Sciallis - continua qui).
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ANALISI
sabato 25 aprile 2009
venerdì 24 aprile 2009
giovedì 23 aprile 2009
mercoledì 22 aprile 2009
Caserta cogli occhi di Pascale...

«A Caserta ci sono quei fumatori che hanno lo sguardo sbieco, e non perché il fumo gli ottunda i sensi, succede invece che camminano guardando di sbieco perché cercano quelli che vendono le sigarette di contrabbando. Quelli che vendono le sigarette di contrabbando sono i marocchini. E questi non sono (più) soliti mettere il "bancariello" con le sigarette e sedercisi dietro. Se facessero così rischierebbero una denuncia. Anonima, però. A Caserta ci sono quelli che si lamentano, perché quei marocchini vendono la merce senza rilasciare la fattura e così facendo, sigaretta dopo sigaretta, un pacchetto dopo l'altro, mille lire dopo mille lire, finisce che si fanno i soldi e non pagano le tasse e allora come dicono quelli che non sopportano i marocchini: stann' cchiú meglio 'e te e me e di tutt'e duje miss'assieme.»
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STRALCI
martedì 21 aprile 2009
lunedì 20 aprile 2009
sabato 18 aprile 2009
venerdì 17 aprile 2009
mercoledì 15 aprile 2009
Romanzi: inchiostro noir

«Una terra di frontiera. Dove convivono modernità e primitivismo rurale, futurismo e miti arcaici. È così che i narratori pugliesi definiscono la loro regione. La Pugliashire di cui si occupano sembra quasi uscire da un film di Sergio Leone, che proprio qui veniva a cercare i volti e i luoghi per i suoi spaghetti-western, dove agiscono extracomunitari e boss mafiosi, avvocati idealisti e rampolli di una borghesia annoiata. [...] La Puglia, in particolare il Salento, lontano però anni luce dall'immagine da cartolina tutto pizzica e trulli, è al centro dei noir di un altro narratore pugliese di successo: il manduriano Omar Di Monopoli, sceneggiatore per Edoardo Winspeare ed ex fumettista, i suoi romanzi, Uomini e cani e Ferro e fuoco, tutti pubblicati per ISBN editore (anche il terzo in lavorazione), dipingono la regione come in un film di Sam Peckinpah.» (recensione di Antonella Lippo sul periodico di viaggi del Corriere della Sera).
martedì 14 aprile 2009
Tutti a Bari...

L'infaticabile Ines Pierucci e i Presìdi del libro organizzano all'interno di Expolibro 2009, venerdì 17 aprile, un reading curato interamente da attori del Kismet i quali leggeranno dieci brani di altrettanti autori che rimandino a uno dei comandamenti del Decalogo. Il bravissimo attore tarantino Alessandro Langiu leggerà porzioni di Ferro e fuoco e Uomini e cani in relazione al comandamento che mi riguarda: «Non uccidere»!
Fiera del Levante • Ingresso Monumentale - Orientale • Bari (Info: 0805366111)
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EGOLANDIA,
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lunedì 13 aprile 2009
sabato 11 aprile 2009
venerdì 10 aprile 2009
I nuovi Addams...

I Tenembaum (2001), sorta di famiglia Addams al contrario - cioé famiglia disfunsionale realmente nera - rappresentano l'esordio hollywoodiano di quel genietto texano che è Wes Anderson. Sotto le mentite spoglie di una commediola pop incentrata su un gruppo familiare sgangherato e dissestato («una famiglia di pecore nere» dice uno dei protagonisti), il regista mette in scena in realtà un'opera che gronda autocompiacimento cinefilo e letterario. E paradossalmente si deve addebitare proprio a questa spocchia addizionale, a questo surplus non richiesto, il fatto che la pellicola funzioni, e pure alla grande. Anderson, infatti, non prova neanche lontanamente a nascondere la matrice intellettuale del suo lavoro, propinandocela con così tanta classe (il film ad esempio è diviso per capitoli, come leggessimo un libro) da farcene sentire parte. Come non intenerirsi allora per l’ipocrita e meschino Royal (un Gene Hackman da mozzare il fiato), della dolce e spaesata Gwyneth Paltrow (
pelliccia indossata come un accappatoio, occhi bistrati, molletta rossa tra i capelli, dito di legno, un marito neurologo alle prese con esperimenti incomprensibili), del malinconico genio della finanza Ben Stiller con coppia di figli al seguito, tutti in tuta rossa come vestito abituale, sempre pronti alla fuga? Simpatici e mostruosi, i componenti de I Tenenbaum si muovono con leggerezza fumettistica all'interno di un disastro garbato, sguazzando in uno humor molto «inglese» (non casuale Hey Jude dei Beatles in colonna sonora) che conquista. Cast esplosivo, belle musiche. Applausi.
pelliccia indossata come un accappatoio, occhi bistrati, molletta rossa tra i capelli, dito di legno, un marito neurologo alle prese con esperimenti incomprensibili), del malinconico genio della finanza Ben Stiller con coppia di figli al seguito, tutti in tuta rossa come vestito abituale, sempre pronti alla fuga? Simpatici e mostruosi, i componenti de I Tenenbaum si muovono con leggerezza fumettistica all'interno di un disastro garbato, sguazzando in uno humor molto «inglese» (non casuale Hey Jude dei Beatles in colonna sonora) che conquista. Cast esplosivo, belle musiche. Applausi.
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VISIONI
giovedì 9 aprile 2009
martedì 7 aprile 2009
Macerie
In Abruzzo più di un centinaio di morti, e decine di migliaia di senzatetto.
In Parlamento il solito accordo bipartisan: «questo non è il momento delle polemiche».
Certo, sarebbe assurdo parlare di norme antisismiche dopo un sisma.
Parliamo di norme antiforfora.
Poi magari diamo fuoco anche alle baraccopoli degli abruzzesi sfollati come facciamo con quelle dei rom.
Questo non è il momento di parlare di speculazione edilizia, incuria, ecomafia, corruzione, per riflettere su quanto sia appropriata la definizione «condono tombale».
È il momento di dare al governo la possibilità di sfruttare la tragedia come ennesimo spot «sociale» per le elezioni europee.
Qualcosa tipo la strappona sdraiata sulla monnezza che ringrazia il governo di avere «ripulito Napoli», ma più in grande, e a reti semi-unificate.
I pezzi grossi da Vespa, il gran sacerdote del Cordoglio Controllato, l’imbalsamatore capo d’ogni tragedia da mummificare nella retorica istituzionale.
Gli sfigati al tavolo tondo da seduta spiritica di Lerner e Gruber, accanto all’inquietante materializzazione dell’ectoplasma di Zamberletti.
Questo non è il momento di dare la colpa ai colpevoli, di attribuire le responsabilità ai responsabili.
È il momento di intervistare gli esperti, e domandargli basiti e increduli come sia possibile aspettarsi un terremoto in un paese che da sempre trema come un parkinsoniano all’ultimo stadio.
Ci faranno una puntata di Voyager. Lo chiederanno a Titor, alla setta dei Cugini di Satana, al sagrestano di Rennes-le-Château: com’è possibile aspettarsi un sisma in zona sismica?..
Questo non è il momento di chiedere conto a chi costruisce palazzi con lo zucchero a velo al posto del cemento, sarebbe indelicato verso chi sotto le macerie di quei palazzi c’è morto.
Il loro ultimo desiderio è stato di certo un accordo bipartisan in Parlamento che evitasse le polemiche.
Questo è il momento di ravanare tra le macerie delle vite altrui, a caccia di reperti strappalacrime da esibire alle telecamere, e poi accusare di sciacallaggio chi quelle vite le avrebbe volute salvare.
Questo è il momento di pregustare il business per la ricostruzione, condito dalla deregulation del nuovo piano casa.
È il momento di preparare il prossimo condono tombale.
(la rabbia di Alessandra Daniele).
domenica 5 aprile 2009
Il fumetto di una volta...
Golden Age Comic Book Stories è un interessantissimo blog dedicato ai comics di una volta, non necessariamente al periodo dell'Età dell’Oro ma anche a buona parte della produzione degli anni ‘70. In esso è possibile ammirare ad esempio delle tavole di Alex Raymond, una storia completa disegnata da Alex Toth, una ricca raccolta di copertine dei fumetti EC Comics che non si limita ai titoli horror e crime ma si sofferma anche sulla linea romantica (e tutto a buona, talvolta buonissima risoluzione). E poi ci sono alcuni succulenti studi di Frank Franzetta.
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SEGNALAZIONI
venerdì 3 aprile 2009
giovedì 2 aprile 2009
Arriva Sartana!

Tornato nella sua città d'origine dopo 12 anni di prigione, scontati per un assassinio non commesso, Johnny Linston (Anthony Steffen) trova il suo paese sotto l'infernale egida di suo fratello Sartana detto «Il Generale». Scopre inoltre che sia la sua fidanzata Manuela che il di lei fratello sordomuto, Jerry, sono tenuti in ostaggio. Nonostante il mancato appoggio dei pavidi compaesani, e l'avversione della madre, che stravede per il figlio sanguinario, Johnny inizia una sua guerra solitaria contro lo strapotere del fratello. Quando la madre comprenderà, cercando di intromettersi, sarà ormai troppo tardi: Johnny non potrà evitare lo scontro finale con «il Generale» e la sua banda di sgherri assassini.
1000 dollari sul nero è un corposo spaghetti-western del 1966 diretto da Alberto Cardone. Ottimo film, con esemplari personaggi figli di una sceneggiatura compatta e preziosa, non a caso opera di Ernesto Gastaldi (che firmò il capolavoro noir di Umberto Lenzi: Milano odia: la polizia non può sparare). Il film, all'interno del filone, è famoso per essere il primo in cui compare il personaggio di Sartana, un pistolero gambler che verrà inserito in molte altre pellicole del genere, anche se qui è fondamentalmente un sadico figlio di puttana (interpretato con piglio shakespeariano dall’attore zarese Gianni Garko), mentre nella serie di
pellicole successive diventerà una sorta di James Bond di frontiera, con storie che spesso viravano al comico o al grottesco (in alcuni questi film il personaggio verrà interpretato anche da George Hilton, perdendoci in brio e raffinatezza attoriale).
pellicole successive diventerà una sorta di James Bond di frontiera, con storie che spesso viravano al comico o al grottesco (in alcuni questi film il personaggio verrà interpretato anche da George Hilton, perdendoci in brio e raffinatezza attoriale).mercoledì 1 aprile 2009
l'eterno ritorno di 'mpare Turiddu

«Turiddu Macca, il figlio della gnà Nunzia, come tornò da fare il soldato, ogni domenica si pavoneggiava in piazza coll'uniforme da bersagliere e il berretto rosso, che sembrava quella della buona ventura, quando mette su banco colla gabbia dei canarini. Le ragazze se lo rubavano cogli occhi, mentre andavano a messa col naso dentro la mantellina, e i monelli gli ronzavano attorno come le mosche. Egli aveva portato anche una pipa col re a cavallo che pareva vivo, e accendeva gli zolfanelli sul dietro dei calzoni, levando la gamba, come se desse una pedata.
Ma con tutto ciò Lola di massaro Angelo non si era fatta vedere né alla messa, né sul ballatoio, ché si era fatta sposa con uno di Licodia, il quale faceva il carrettiere e aveva quattro muli di Sortino in stalla.»
Cavalleria rusticana - Giovanni Verga (Ed. Bompiani)
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