venerdì 10 ottobre 2008

E il Nobel a Roth? E alla Carol Oates?

«“Sa una cosa” disse, “Vuole sapere una cosa? Noi passiamo il nostro tempo a produrre robaccia al cinema, sì al cinema. E anche a teatro e nei romanzi psicologici. Non c’è più nulla di semplice. Siamo scarafaggi, mezzi uomini, stracci vecchi. Si direbbe che siamo nati dalla penna di uno scrittore degli anni Trenta, belli, ampollosi, raffinati, pieni di cultura, pieni di questa cultura del cazzo. Si incolla sulla schiena come un cappotto bagnato. Si appiccica dappertutto” ».
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«L’importante è parlare sempre come se tutto dovesse essere trascritto. Così si può avere la sensazione di come non si è liberi. Non si è liberi di parlare come se si fosse sé stessi».

Il VERBALE
Jean-Marie Gustave Le Clézio - ( :duepunti edizioni, 2005)

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