lunedì 22 settembre 2008

Creatura senza tempo.

«Alla Signora Saville, Inghilterra.
           Pietroburgo, 11 dicembre 17**
Ti rallegrerai nell'apprendere che nessun disastro ha accompagnato l'inizio di un'impresa alla quale tu guardavi con tanti cattivi presentimenti. Sono arrivato qui ieri, e la prima preoccupazione è stata di rassicurarti, cara sorella, sul fatto che sto bene e che nutro fiducia crescente verso quanto ho intrapreso. Sono già molto più a nord di Londra, e mentre cammino per le strade di Pietroburgo sento una fredda brezza di settentrione che mi sfiora le guance, mi rinvigorisce i nervi e mi riempie di gioia. Puoi capire questa mia sensazione? È la brezza che viene dalle regioni verso le quali io mi dirigo, il primo assaggio, per me, di quei climi gelidi. Ispirati da questo vento di speranza, i miei sogni a occhi aperti si fanno di giorno in giorno più accesi e vividi. Cerco invano di convincermi che il polo è il regno isolato dei ghiacci; si ripresenta sempre ai miei occhi come il luogo della bellezza e della felicità. Laggiù, Margaret, il sole è sempre visibile; il suo disco, che appena sfiora l'orizzonte, emana un perpetuo splendore.»

FRANKENSTEIN o IL PROMETEO MODERNO
Mary Shelley - (Oscar Mondadori, Milano 2006)

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