martedì 10 marzo 2015

Moreau...

«Il primo febbraio dell'anno 1887, il piroscafo Lady Vain andò perduto in una collisione con una nave alla deriva a circa 1° di latitudine sud e 107° di longitudine ovest.
Il 5 gennaio del 1888, ossia undici mesi e quattro giorni dopo, mio zio Eduardo Prendick, un modesto gentiluomo che doveva essersi imbarcato a bordo del Lady Vain a Callao e che si credeva perduto 5° 3' di latitudine sud e 101° di longitudine ovest, fu raccolto da un canotto il cui nome era illeggibile, ma che si suppone appartenesse al bastimento Ipecacuanha che non si era più trovato.
Egli fece un racconto così strano di se stesso e delle avventure capitategli, che lo si suppose demente. In seguito, anzi, ammise che la sua mente era rimasta scossa fin dal momento in cui era scampato al naufragio del Lady Vain. Il suo caso era stato classificato dai fisiologi del tempo come un curioso caso di mancanza di memoria cagionato da sforzi fisici e mentali. Il racconto che segue, fu trovato fra le sue carte dal sottoscritto, suo unico nipote ed erede; esso però non era accompagnato da nessuna nota che accennasse ad un desiderio di pubblicazione.
La sola isola che esista nella regione dove mio zio fu raccolto, è l'Isola di Noble, una piccola isoletta vulcanica, disabitata. Fu visitata nel 1891 da Lord Scorpion. In seguito vi approdarono anche dei marinai, ma non vi trovarono nulla di vivo, all'infuori di certi singolari vermi bianchi, e di alcuni porci, conigli e topi, di forma particolare. Nessun esemplare di questi potè essere catturato. Perciò il racconto che segue, non ha potuto avere alcuna conferma circa i suoi particolari più essenziali.
Detto ciò, al sottoscritto sembra che non esista alcun pregiudizio nel rendere pubblico questo strano racconto, ma anzi credo che ciò risponda alla volontà di mio zio.»

L'Isola del Dr. Moreau - Herbert G. Wells (Ed. Newton)

2 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Domenica otto marzo. Crepascola ha messo le mimose in un alambicco vagamente steam punk e si è persa nella saga di Twilight - sospetto che il blog del ns anfitrione sia un nesso tra le realtà sulla falsariga della palude del Man-Thing della Marvel: come spiegare in caso contrario una siffatta coincidenza ? - mentre il sottoscritto, piegato da un raffreddore che ha qualcosa della piaga biblica, scende nei box a prendere il sale grosso x nutrire la lavastoviglie che ha lanciato il suo SOS via bollino rosso. Lascio in casa il cellulare che è una seconda pelle, una mia estensione. Capita. Entro nel garage e sono talmente groggy che mi chiudo dentro sovrappensiero, come quella canzone dei Bluvertigo. L'interruttore ha un timer. Ho 60 sec di luce prima di piombare nel crepuscolo. Penso che prima o poi finirà quella roba con i vampiri in love. Intanto passo il tempo osservando quel bizzarro peluche abbandonato sopra le scorte di kleenex che ricorda il secondo piolta di Han Solo. Si spegne la luce e penso alla isola dei fratelli Moreau. Paul, nel tentativo di replicare l'ipertricotico compare di Ford, sperimenta le sue pozioni su animaletti da cortile. Jeanne si chiede dove sia finito ( " ha preso forse un ascensore x il patibolo ? erano solo tre piani dopo tutto " ). Fa freddo e sto meditando di accendere la Toyota unendo non so quali cavi come nei film, ma non riesco nemmeno ad aprire lo sportello. Sul sedile dietro scorgo il primo Zagorone di Burattini e Torricelli, di ambientaz fantasy con un cattivo che si chiama Koontz. Ecco dove era finito! Si spegne di nuovo la luce. Ho sonno. Potrei anche schiacciare un pisolino. Dormire, sognare forse. Non ho + nemmeno tanto freddo. Mi sento come Supes che si alza in volo sopra il sole nelle prime pagine di All Star Superman x le matite di Frank Quitely. Prima o poi qualcuno mi troverà...

sartoris ha detto...

@crepa: non so perché ma leggendoti mi è venuto in mente un pensiero trovato su lercio.it che dice: "Umberto Eco scova un sinonimo di 'sinonimo' e finisce in un universo parallelo!" :-)