martedì 15 gennaio 2013

un incipit sempre formidabile...

«Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d'infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto - chi lo nega - ma anche maledettamente suscettibili.
D'altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi cosi a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia. Niente di più di quel che ho raccontato a D. B., con tutto che lui è mio fratello e quel che segue. Sta a Hollywood, lui. Non è poi tanto lontano da questo lurido buco, e viene qui a trovarmi praticamente ogni fine settimana. Mi accompagnerà a casa in macchina quando ci andrò il mese prossimo, chi sa. Ha appena preso una Jaguar. Uno di quei gingilli inglesi che arrivano sui trecento all'ora. Gli è costata uno scherzetto come quattromila sacchi o giu di li. È pieno di soldi, adesso. Mica come prima. Era soltanto uno scrittore in piena regola, quando stava a casa. Ha scritto quel formidabile libro di racconti, Il pesciolino nascosto, se per caso non l'avete mai sentito nominare. Il piu bello di quei racconti era Il pesciolino nascosto. Parlava di quel ragazzino che non voleva far vedere a nessuno il suo pesciolino rosso perchè l'aveva comprato coi soldi suoi. Una cosa da lasciarti secco. Ora sta a Hollywood, D. B., a sputtanarsi. Se c'è una cosa che odio sono i film. Non me li nominate nemmeno.
Voglio cominciare il mio racconto dal giorno che lasciai l'Istituto Pencey. L'Istituto Pencey è quella scuola che sta ad Agerstown in Pennsylvania. Probabile che ne abbiate sentito parlare. Probabile che abbiate visto gli annunci pubblicitari, se non altro. Si fanno la pubblicità su un migliaio di riviste, e c'è sempre un tipo gagliardo a cavallo che salta una siepe. Come se a Pencey non si facesse altro che giocare a polo tutto il tempo. Io di cavalli non ne ho visto neanche uno, né li, né nei dintorni. E sotto quel tipo a cavallo c'è sempre scritto: "Dal 1888 noi forgiamo una splendida gioventù dalle idee chiare". Buono per i merli. A Pencey non forgiano un accidente, tale e quale come nelle altre scuole. E io laggiu non ho conosciuto nessuno che fosse splendido e dalle idee chiare e via discorrendo. Forse due tipi. Seppure. E probabilmente erano già cosi prima di andare a Pencey».

Il giovane Holden - JD Salinger (Ed. Einaudi)

6 commenti:

TIM ha detto...

È perfetto!

sartoris ha detto...

@TIM: bhe', non a caso resta negli annali della letteratura mondiale ;-)

LUIGI BICCO ha detto...

He, non vale, hai barato. Hai preso uno dei grandi classici della letteratura americana ed estrapolato un pezzo. Così sono capaci tutti.

Prova a farlo con [nome a caso non degno di nota e non degno di essere citato nello stesso post dove è scritta la parola "Salinger"] e prova poi a convincerci che è un grande classico pure quello :D

Ma a parte gli scherzi, dovrei rileggerlo, Il Giovane Holden.

sartoris ha detto...

@Luigi, in realtà avevo voglia di postare quel cappello disegnato che ho scovato in rete ;-)))

Gigistar ha detto...

E un saluto anche alle oche di Central Park!

sartoris ha detto...

@Gigi: sempre bello risentirti, basta gettare l'amo con qualche perla della letteratura americana e tu abbocchi sempre ;-)