venerdì 19 ottobre 2012

l'ultimo grande duello tra "metodi"...

- Sette anni a Folsom, in isolamento per tre. MacNeal in precedenza. MacNeal è un carcere duro come dicono?
- Ti occupi di scienza penitenziaria?
- Hai intenzione di tornarci? Sai, ne ho conosciuti alcuni che facevano qualche cazzata apposta per farsi ribeccare. E tu?
- Devi aver conosciuto proprio i più stupidi...
- Ah, ne ho conosciuti tanti!
- Mi ci vedi a rapinare un negozio di liquori con scritto in fronte: «arrestatemi, sono un perdente»?
- No, in effetti no.
- Bravo. Non tornerò mai in prigione...
- Allora è meglio che tu cambi lavoro.
- È quello che mi riesce meglio: organizzare colpi. E a te quello che riesce meglio è cercare di fermare gente come me.
- Insomma, una vita regolata non ti piacerebbe..
- Quale sarebbe, il barbecue e la partita in televisione?
- Già...
- Ed è questa vita regolata quella che fai?
- Che faccio io? No. La mia vita... La mia vita è un disastro assoluto. Ho una figliastra incasinata come poche, per il suo vero padre che grazie a Dio è un gran coglione. Una moglie, è la madre... Ma ormai siamo in rotta, un matrimonio ireccuperabile, il mio terzo. E questo perché passo tutto il mio tempo a dare la caccia a quelli che fanno il tuo lavoro: ecco la mia vita...
- Una volta uno mi ha detto: non fare entrare nella tua vita niente da cui tu non possa sganciarti in trenta secondi, venti, se senti puzza di sbirri dietro l'angolo. Se tu sei sempre appresso a me, e dove vado io vai anche tu: be', come pretendi di tenerti una moglie?
- Questa è una bella domanda... Tu invece sei un monaco!
- Ce l'ho una donna.
- E che le racconti?
- Che faccio il rappresentante.
- Quindi se dovessi vedere me arrivare da quell'angolo, abbandoneresti la tua donna... Senza neanche salutarla?
- Rientra nella disciplina.
- È un po’ superficiale, no?
- Sì, può darsi che lo sia. O lo accettiamo, o tanto vale che cambiamo mestiere.
- Io non saprei che altro fare.
- Ah, io neanche.
- E nemmeno vorrei fare altro.
- E io neanche.
- Da un po', la notte ho un sogno ricorrente: sono seduto a una grande tavola imbandita insieme a tutte le vittime di tutti gli omicidi su cui ho indagato, sedute a tavola anche loro, e fissano tutte me, con quelle orbite nere e vuote. Molti di loro in testa hanno un foro di proiettile da cui cola sangue. Altri sembrano palloni, per quanto si sono gonfiati, perché li ho trovati solo due settimane dopo che erano stati ammazzati. I vicini avevano sporto denuncia per la puzza... Insomma stanno tutti lì, seduti, composti.
- E che ti dicono?
- Niente.
- Non parlano?
- No. Forse perché non hanno niente da dire. Stiamo seduti e ci guardiamo. Loro guardano me, e nient'altro: è questo il sogno.
- Io invece sogno di affogare: allora devo svegliarmi e mettermi a respirare o morirei nel sonno...
Confronto tra il poliziotto (Vincent Hanna) Al Pacino e il rapinatore Neil Mccauley (Robert De Niro), seduti assieme a una tavola calda: è anche la prima volta in cui Pacino e De Niro recitano nella stessa inquadratura (da Heat - La sfida, mitico film di Michael Mann. Con Jon Voight, Ashley JuddRobert De Niro, Al Pacino, Val Kilmer, Amy Brenneman.)

6 commenti:

Eddy ha detto...

Filmone. Non ci sono altre parole.

sartoris ha detto...

no, nessuna altra parola, e pensare che in rete qualcuno dice che è troppo lungo e qua e là deludente: secondo me è l'ultima grandissima interpretazione di De Niro e la fotografia di Dante Spinotti rende la città livida e bellissima! Decisamente: FILMONE!

LUIGI BICCO ha detto...

Completamente d'accordo. E questo dialogo uno dei migliori di sempre nel suo genere. De Niro poi ha svaccato, d'accordo, ma salvo ancora le sue interpretazioni nei successivi Jackie Brown e (massì, va) Ronin.

sartoris ha detto...

@luigi: convengo sulle due interpretazioni successive ma direi che "in nuce" in questi due film cominciava già a notarsi quello scollamento tra il Grande De Niro e il De Niro scoglionatissimo dell'ultimo decennio, purtroppo! (Ronin comunque è un film solido e ammirevole, per cui assolutamente promosso assieme a tutti gli interpreti, per me)

Eddy ha detto...

Aspetta! L'ultima grande interpretazione di De Niro mi sa che non te la devi far scappare... Non è di sicuro il tuo genere (ma neanche troppo), ma dai uno sguardo a "Red lights". Un de niro che fa paura sul serio... ;)

sartoris ha detto...

@Eddy, Red Light è assolutamente il mio genere (da qualche parte nel blog ho parlato di un libro fantastico sullo stesso argomento: SUPERSTIZIONE edito dalla compianta Meridiano Zero e che ti consiglio vivamente) ma come hai fatto a vederlo? In rete non si trova e al cinema non è ancora uscito! (oppure sì, fammi controllare va', ché qui in Terronia arrivano solo i cinepanettoni;-)