mercoledì 27 marzo 2013

una imperdibile biografia pop (davvero!)

«Nella misura in cui ricorda le persone, la storia ha bisogno di etichettarle. McLuhan è etichettato per due idee in seguito diventate luoghi comuni: «il medium è il messaggio» e «il villaggio globale». Ha fatto molto di più, ma queste parole sono il suo marchio di fabbrica, per così dire. «Il medium è il messaggio» significa che il contenuto visibile di tutti i media elettronici è irrilevante; è il medium in sé e per sé ad avere l' impatto maggiore sull' ambiente, fatto rafforzato dalla constatazione ormai inconfutabile in termini medici che le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, dopo un po', cominciano ad alterare il funzionamento del nostro cervello e di conseguenza il modo in cui facciamo esperienza del mondo. Lasciate perdere il contenuto apparente, per dire, di un programma televisivo. L'unica cosa che importa è che state guardando la tv in quanto tale a spese di qualche altra tecnologia, magari i libri o Internet. I media con cui effettivamente scegliamo di trascorrere il nostro tempo modificano di continuo i modi in cui poniamo l' attenzione sui nostri sensi: la vista rispetto all'udito e rispetto al tatto, su una scala così ampia e su un arco di tanti secoli che ci è voluto almeno un decennio dopo la morte di Marshall per dimostrare che aveva ragione, grazie al trionfo di Internet. L' altro luogo comune di Marshall, «il villaggio globale», è un modo per parafrasare il fatto che le tecnologie elettroniche sono un' estensione del sistema nervoso centrale umano e che la circuitazione neurale collettiva del nostro pianeta potrebbe dare originea un'unica grande metacomunità indistinta, cumuliforme e pseudosenziente attiva, ventiquattr'ore al giorno e sette giorni su sette. E va ricordato che Marshall è arrivatoa queste conclusioni non frequentando, per dire, la NASA o la IBM, ma piuttosto studiando oscuri libellisti della Riforma del XVI secolo, le opere di James Joyce e gli studi rinascimentali sulla prospettiva. Era un maestro nel riconoscere i modelli ricorrenti, l' uomo che picchia su un tamburo così enorme che si riesce a suonare solo una volta al secolo. C' è anche una terza idea che va ricordata qui: l'uomo nel suo ufficio fresco e silenzioso, che permette a un'ape di uscire dalla finestra, un tempo era una superstar. In un certo momento a metà degli anni sessanta aveva smesso di essere semplicemente un accademico noioso di Toronto. Era diventato un brand a diffusione mondiale, famoso e sintetico e frainteso e travisato tanto quanto il suo collega Andy Warhol»

MARSHALL MCLUHAN
La biografia pop dell'uomo che aveva previsto il futuro

Douglas Coupland (ed. ISBN)

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