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I sentimenti tra i rifiuti
Dialoghi truci alla Tarantino, inflessioni dialettali e un’atmosfera febbrile alla Alejandro Gonzales Inarritu (Amores Perros, Babel). C’è qualche ricercatezza di troppo in questo esordio di Omar Di Monopoli, pugliese di 36 anni. Ma la sua narrazione a mosaico ambientata nel Salento è capace di mostrarci una realtà contundente. Un sindaco pieno di contraddizioni (con il padre – figura nobilissima – in agonia), un vecchi eremita con due feroci pitbull che non vuole cedere la sua discarica, uno sbirro (o ranger) integro e malinconico, col suo pastore tedesco e il passato oscurato da una tragedia. La lingua si muove tra fumetto e complicazioni barocche («gli acidi cagnacci stavano circumnavigando come fondisti dopati il perimetro della macchina»). Ma come in Andrea Piva, troviamo un sud corrotto e con una strana vitalità. E, come in Ammaniti, dominano la scena rifiuti e lamiere (la gondola sulla scrivan
ia potrebbe addirittura essere una citazione-omaggio a Io non ho paura). Il vero, desolante protagonista del romanzo è l’incuria: del paesaggio, di sé, dei sentimenti.
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(Filippo La Porta per XL)
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