domenica 2 febbraio 2014

Vampiri on the road!

Near dark, ovvero Il buio si avvicina. Negli anni '80 i vampiri erano gente cazzuta per davvero: via i mantelli neri e svolazzanti alla Blade, via i canini appuntiti e le smanie di conquista del mondo e soprattutto in culo ad ogni velleità aristocratica (bocca cucita, poi, sull'attuale deriva teen del fenomeno Twilight). Negli anni in cui la tosta Kathryn Bigelow girava questo epico horror-western (è il 1987) i figli di Dracula erano gentaglia lercia e zoticona, bifolchi ricchi solo delle più bieche debolezze umane e pure permeati da un inconsapevole marxismo: nonostante in questo film si descriva un nucleo familiare multi-generazionale, al suo interno è bandito qualsiasi tipo di gerarchia e i vampiri si ritrovano a condividere praticamente tutto: dal sangue alle più crasse risate.
Al suo secondo lungometraggio dopo The Loveless (1981), la brava regista californiana confeziona un prodotto ricco di suspense, con belle aperture splatter ed un ironico sbilanciamento verso il grottesco nel finale (forse un po' zuccheroso rispetto al resto, per la verità). L'idea vincente dello script si sostanzia nel dare corpo ad un gruppo di cinque revenant itineranti che a bordo d'un camper batte le praterie statunitensi; ciò permette una felice contaminazione col road-movie (tra paesini di provincia, motel, saloon, aree di servizio e fattorie) e una efficace immersione nel western più cupo - il tutto musicato, in puro dark-style del periodo, dai Tangerine Dream.
La Bigelow fa di necessità virtù, impiegando il budget esiguo a sua disposizione in una scorazzata iper-realista nella serie B più violenta, irrorando la pellicola di glaciali luci al neon, affumicandola con nuvole di polvere nella migliore tradizione «sergioleoniana» - come non pensare al grande cineasta romano di fronte ai tempi dilatati, alle attese esasperate? - con inquadrature meticolosissime che suggeriscono una esemplare cura per lo spazio ed il movimento e che preannunciano l'exploit dell'opera a venire (il fantastico e indimenticato Pointbreak), e sequenze veramente di culto (ad esempio, il massacro della clientela di un saloon al ritmo vagamente country del juke-box). L'escamotage del vampiro errante lungo strade solitarie, in continuo pellegrinaggio da una città all'altra alla ricerca dissennata di nuove vittime, non può non rievocare la figura del serial-killer di The Hitcher.

2 commenti:

marcoparlato ha detto...

Per Near Dark riemergo dalla nebbia :D
Filmone!

M.P.

sartoris ha detto...

Sempre felice di ritrovarti, ragazzo :-) (filmone. Nessun dubbio)